Perchè il Sax? Semplice: la banda del paese ne era sprovvista!

Lido Garosi capobanda, falegname, sindaco di San Quirico d’Orcia (Si), mi affidò un sax contralto che non aveva nemmeno la custodia.

Mia mamma amorevolmente cucì un sacco per poterlo trasportare.

Era il 1973 e a 9 anni cominciava la mia avventura musicale.

Mio nonno , un anno dopo, mi regalò un Rampone e Cazzani e mi seguiva in tutte le trasferte della banda.

Era il periodo in cui le bande suonavano overture, passi d’opera, sinfonie e svolgevano un ruolo importante nella divulgazione della musica colta.

A 16 anni decido di studiare in Conservatorio e frequentare il liceo musicale.

E’ stata un’esperienza importante e formativa.

Mi diplomo a 21 anni col massimo dei voti e dopo tre mesi ottengo la prima supplenza in Conservatorio a Perugia, dal 1989 sono docente di Saxofono al Conservatorio “L.Cherubini” di Firenze. In questi anni ho collaborato con il Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, l’Orchestra Sinfonica della RAI di Torino, l’ORT, il Maggio Musicale Fiorentino, solista alla Biennale Musica di Venezia edizione 1985 e collaborato con Maestri quali Henze (il magnetismo del suo sguardo era unico), Chung (sempre disponibile), Berio (un po’ distaccato), Leitner ( professionale, “tedesco”), Bartoletti (un po’ burbero),Garbarino (molto simpatico),Lolini (carinissimo) che, tra l’altro, mi ha lasciato erede della sua produzione artistica. Ho registrato per Amiata Records, Nuova Era, Smilax Publishing, Pentaphon, VideoRadio, ONK Music, HitMusic, Forrest Hill, Rain Records. Il 27 maggio 2019 a Castiglione delle Stiviere (Mn) ho ricevuto il premio alla carriera “Rinaldo Rossi”.

Ancora studente, il mio insegnante Federico Mondelci mi ha invitato a far parte del suo quartetto di sax, nel quale ho svolto il ruolo di sax alto per quasi 3 anni.

E il quartetto di sax mi ha stregato: è una formazione eccezionale paragonabile solo al quartetto d’archi per espressività, dinamica, sonorità, timbrica.

Ho così formato, insieme al mio carissimo amico Marco Falaschi, una formazione che emulasse il quartetto d’archi: un quartetto di saxofoni classico, colto.

Ho scelto di suonare il sax baritono come fosse un violoncello ed ho cominciato ad arrangiare brani classici per la formazione, da Gesualdo a Gershwin, da Mozart a Nyman, inserendo anche musiche da film e di rock progressive.

Per questo oggi siamo un gruppo unico: un Chamber Saxophone Quartet.

Sono cambiati, nel corso degli anni dal 1983 ad oggi, alcuni componenti, ma non lo spirito e il nostro modo di pensare e suonare il saxofono, e la nostra copiosa discografia ne è testimone!

Roberto Frati

INFORMATIVA

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